Caviglia: l’osteocondrite dissecante cos’è e come trattarla

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Caviglia: l’osteocondrite dissecante cos’è e come trattarla

I vantaggi, i limiti e i rischi di un intervento chirurgico in caso di osteocondrite dissecante

L’osteocondrite dissecante è un disturbo piuttosto comune della caviglia, causato dalla formazione di necrosi, di lesioni e vere e proprie crepe nella cartilagine articolare. Questa patologia si verifica ma nella maggior parte dei casi a livello dell’astragalo ( la regione del margine mediale del corpo astragalico è la più colpita). In pratica si tratta di distacchi di frammenti di osso e cartilagine che possono avvenire a seguito di distorsioni della caviglia particolarmente gravi, o generarsi nel tempo a seguito di piccoli traumi. I difetti osteocondrali possono insorgere anche per cause atraumatiche, che comprendono la predisposizione genetica, le anomalie metaboliche o endocrine e alterazioni nel flusso sanguigno.

 

I sintomi nella caviglia

L’osteocondrite dissecante si manifesta principalmente nell’età adolescenziale e nei giovani adulti, inizialmente in maniera asintomatica; in età adulta si hanno le prime manifestazioni di dolore e di limitazione del movimento articolare. Il dolore spesso ha carattere intermittente e risulta difficilmente localizzabile. La limitazione funzionale della caviglia e la relativa zoppia si verifica inizialmente a causa del dolore; successivamente  se avviene il distacco del frammento, si può verificare un vero e proprio blocco articolare per la interposizione del frammento tra la tibia e l’astragalo.

 

Il trattamento

Ci sono diverse opzioni di trattamento per l’osteocondrite dissecante;  a seconda del tipo e della gravità della lesione il vostro medico potrà indicarvi quella più adeguata. Il trattamento conservativo (non chirurgico) attraverso l’assunzione di antinfiammatori e condroprotettori è indicato nei casi di lesione di I° e II° grado in cui non vi sia distacco e migrazione del frammento. In questi casi spesso è inoltre possibile effettuare infiltrazioni con acido ialuronico.

L’opzione dell’intervento chirurgico si dimostra la più efficace quando:

  • la lesione si distacca dall’osso circostante;
  • la lesione raggiunge dimensioni considerevoli (oltre 1 cm) e il paziente è un giovane adulto;
  • il dolore persiste nonostante i trattamenti conservativi.

Tra le diverse tecniche chirurgiche per il trattamento, le più comuni sono: l’asportazione della lesione cartilaginea, con successive microperforazioni dell’osso sottostante (microfratture) per permettere di creare una nuova cartilagine detta fibrocartilagine, e la sostituzione dell’area danneggiata con innesti prelevati da zone di non carico dell’articolazione, da donatore o attraverso l’uso di materiali sintetici.

 

La fase post-operatoria

Il recupero dipende naturalmente dalla tecnica chirurgica utilizzata. Nella maggior parte dei casi si consiglia l’assoluto riposo per i primi 30 giorni dopo l’intervento. Sarà necessario utilizzare i bastoni canadesi per circa 6 settimane e successivamente sarà possibile cominciare ad effettuare un carico graduale. Il ritorno all’attività fisica o sportiva è consigliato dopo 5-6 mesi.

By |2018-10-05T20:07:27+00:00settembre 6th, 2018|Blog, Caviglia|0 Comments

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